!! STUPID F**KING QUESTIONS !!
“Una lavagna liscia…”
questo era il pensiero di Stefano Ghidini ogni volta che passava davanti a quel blocco, ai Lavini di Marco.Una superficie compatta, apparentemente priva di appigli.
Nessuna linea evidente. Nessuna logica. Solo roccia e silenzio.
Il giorno in cui tutto cambia
Poi un giorno, la luce.
Non una metafora, ma qualcosa di estremamente concreto. Il sole colpisce la placca con un’inclinazione diversa, e improvvisamente ciò che sembrava inesistente prende forma.
Micro-prese, increspature.Ombre sottili che disegnano possibilità.
È in quel momento che cambia tutto.
Quella che sembrava una “lavagna liscia” smette di esserlo.
Diventa una domanda.
La nascita di Stupid F**king Questions
Stefano torna a casa.
Prende la corda.
Ritorna al blocco con un’idea fissa: capire.
Pulisce, studia, si lega. Non è più solo un tentativo da boulder: è un processo di esplorazione verticale.
E lì arriva la conferma.
La linea è possibile.
Nasce così “Stupid Fking Questions”**, uno dei blocchi più particolari dell’area boulder dei Lavini di Marco.
Il nome racconta perfettamente l’esperienza:
giorni di tentativi, equilibrio precario, movimenti al limite del senso.
Una sequenza che sembra assurda finché non funziona.
Il movimento chiave
La svolta arriva su un dettaglio minimo.
Un piede diverso.
Una variazione quasi impercettibile.
E improvvisamente tutto si allinea.
Il corpo trova equilibrio, il movimento scorre e arriva il send.
Non forza. Non dinamica.
Solo precisione assoluta.
“Stupid F**king Questions”, aperto nel 2010, è ancora oggi una linea rara.
• pochissime ripetizioni (circa 6, tutte molto lavorate)
• stile estremamente tecnico
• lettura fondamentale
• condizioni di luce determinanti
È una questione di percezione.
Non é solo un blocco.
É un promemoria.
Quante volte qualcosa ci sembra impossibile solo perché non la stiamo guardando nel modo giusto?
Serviva solo la luce giusta.
E qualcuno disposto a farsi le domande giuste.